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Via Francigena a Specchia: il Convento dei Francescani Neri diventa ostello del cammino

C’è un luogo, nel cuore di Specchia, che per generazioni ha significato scuola, gioco, prime amicizie: il Convento dei Francescani Neri. Molti specchiesi ci sono cresciuti, hanno imparato a leggere tra quelle mura insieme alle suore, e oggi quel convento si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, questa volta legato al cammino più lungo e affascinante d’Europa: la Via Francigena.

Nei giorni scorsi abbiamo partecipato, proprio negli spazi del convento, al convegno di presentazione del progetto che unisce Specchia alla rete della Via Francigena. Un incontro che ha mescolato memoria, progettualità e una visione di turismo lento che ci sta particolarmente a cuore, anche perché il nostro appartamento Belvedere, in via Garibaldi 16 a Specchia, si trova a pochi passi da qui, proprio accanto al convento.

Un nodo del cammino: dal convento all’ostello

Il progetto, finanziato anche grazie al PNRR, immagina il Convento dei Francescani Neri come un piccolo nodo lungo i sentieri della Via Francigena: un luogo dove chi cammina possa fermarsi, riposare, ripartire. Il cantiere non è ancora concluso, ma l’idea che prende forma è quella di una piccola foresteria capace di ospitare insieme pellegrini, viaggiatori lenti e chi cerca un luogo diverso per vivere e lavorare: cohousing e coworking accanto ai letti dell’ostello.

Non sarà un ostello come tanti altri. La gestione pensata è di tipo donativo: i dodici posti letto non basteranno da soli a sostenere la struttura, ed è per questo che coworking e ristorante diventano parte integrante dello stesso progetto, un’unica realtà che dovrà avere una vita propria, capace di intrecciare accoglienza, lavoro e cultura. Il ristorante sposerà l’idea dell’ostello, e questo dialogherà a sua volta con l’archivio storico e la biblioteca del convento: un ecosistema piccolo ma vivo.

È un’idea di turismo che non attraversa il territorio, ma lo accarezza: il turismo dei cammini, fatto di passi lenti lungo il sentiero, che porta valore a un’area interna come la nostra, lontana dalle rotte più battute ma, come si è detto durante la serata, un posto dove si stanno facendo grandi cose.

La cripta e la Cappella di Santa Caterina, una gemma del Salento

Tra gli spazi recuperati del convento c’è la cripta, che custodisce la Cappella di Santa Caterina: un piccolo gioiello per la provincia di Lecce, che si ispira alla Cappella di Santa Caterina di Galatina, la quale a sua volta guardava alla Cappella degli Scrovegni di Giotto, a Padova. Un filo che lega Specchia a una delle pagine più alte della pittura italiana, passando per Galatina.

Il recupero di questi ambienti non è solo un intervento architettonico: è anche un investimento in ricerca, che vede coinvolti il CNR e l’Università, con il contributo del professor Casciaro. Lavoro materiale, quello sulle pietre e sugli affreschi, e lavoro immateriale, quello sulla memoria e sulle tradizioni che questi spazi custodiscono.

Un borgo di storia: Palazzo Risolo e la Passione ogni dieci anni

Specchia, del resto, non è nuova a essere crocevia di storia. Il borgo conserva monumenti importanti, tra cui Palazzo Risolo, antico palazzo marchesale che racconta l’epoca in cui Specchia era un centro di rilievo nel territorio.

C’è poi un’altra gemma culturale, forse la più identitaria: la Tragedia, la rappresentazione della Morte e Passione di Cristo che si tiene ogni dieci anni e che affonda le radici fino al 1837. Il testo che ancora oggi guida la rappresentazione è dedicato proprio alla scena raffigurata nella Cappella di Santa Caterina, un legame diretto tra il teatro popolare e l’arte custodita nel convento: due patrimoni, uno vivo nella pietra e uno vivo nella voce della comunità, che si tengono per mano da quasi due secoli.

2022-2026: da Specchia alla Terra di Leuca

La collaborazione tra Specchia e la Via Francigena è nata nel 2022, e da allora il percorso si è fatto via via più concreto, fino al convegno di questi giorni. A settembre è prevista la presentazione ufficiale dei cammini legati alla foresteria del convento, insieme a un progetto più ampio dedicato a vivere la Terra di Leuca lungo i sentieri che la attraversano.

A raccontare la Via Francigena e il suo significato è intervenuto anche Luca Bruschi, direttore dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) e camminatore lui stesso, che ha manifestato il piacere di conoscere da vicino la comunità di Specchia e il progetto nato attorno al convento.

Dove dormire per vivere il cammino a Specchia: l’appartamento Belvedere

Se l’idea di percorrere un tratto della Via Francigena nel Salento, tra cammini, cripte affrescate e borghi marchesali, vi incuriosisce, l’appartamento Belvedere, in via Garibaldi 16 a Specchia, è il punto di partenza ideale: a due passi dal Convento dei Francescani Neri e dal futuro ostello del cammino, nel cuore del centro storico del borgo.

Una posizione comoda sia per chi arriva a piedi lungo la Via Francigena, sia per chi vuole semplicemente scoprire con calma questo angolo di Salento che, a dispetto della distanza da tutto, sta diventando uno dei luoghi più interessanti da guardare nei prossimi anni. Da qui, in pochi minuti a piedi, si raggiungono il convento, Palazzo Risolo e il resto del centro storico di Specchia.

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